Retrospettiva di un Artista
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Dates2023 - 2024
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Author
- Topics Archive, Fine Art, Portrait
- Location Sansepolcro, Italy
Le formelle colorate si stagliano sul fondo chiaro come astri incandescenti su un terso cielo mattutino. L’erba è verde. Un cielo di stelle con i colori della terra, uno spartito di note colorate. (G. Lanfredini, La Nascita del Concreto III, 1998)
Retrospettiva di un Artista costruisce un ritratto non ordinario di mio nonno Gastone Lanfredini (1923–2005). Il progetto nasce dall’esigenza di avvicinarmi alla sua opera pittorica, una ricerca privata ma molto approfondita, che merita di essere riscoperta. Il suo studio ha lasciato tracce precise: un archivio domestico ordinato, composto da opere, appunti e bozzetti, che restituisce l’immagine di una ricerca coerente e incessante.
Retrospettiva di un Artista si confronta con un universo fatto di presenze residue: gli spazi del lavoro, gli strumenti, i documenti, i gesti sedimentati nel tempo. In questo contesto, la fotografia diventa un dispositivo capace di dare voce a ciò che non è più visibile, di evocare una presenza attraverso le sue tracce. Il mezzo fotografico mette in relazione diversi livelli interpretativi della vita e della pratica pittorica dell’artista, intrecciando immagini di luoghi, oggetti e materiali d’archivio. Il ritratto che ne emerge non è unitario né concluso, ma procede per frammenti. Il progetto si inserisce in una riflessione più ampia sulla memoria, sull’eredità, l’archivio e sulla possibilità di restituire spazio e attenzione a una voce minore, rimasta nel silenzio, come quella di Lanfredini.
La retrospettiva prende forma come un esercizio di ascolto. Le fotografie non sono semplici testimonianze, ma soglie attraverso cui affiorano voci stratificate: quella dell’artista, delle sue abitudini, del tempo in cui ha operato e di ciò che lo ha preceduto e seguito. La fotografia non restituisce un’immagine definitiva, ma attiva una relazione con ciò che non è più presente ma che continua a risuonare. Il progetto invita a riconoscere l’assenza non come vuoto, ma come forma attiva di esistenza.