Eredità del silenzio
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Dates2025 - 2026
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Author
- Topics Documentary, Studio
Eredità del silenzio esplora il femminile attraverso memoria, silenzio ed eredità emotiva. In una Sicilia simbolica, il corpo diventa luogo di appartenenza, resistenza e trasformazione, raccontando la trasmissione invisibile tra generazioni di donne.
Fotografo da dentro.
Il corpo è il mio primo territorio.
Non guardo la Sicilia: la porto nella carne. È un paesaggio che mi attraversa prima ancora di diventare immagine.
La mia ricerca non nasce dal desiderio di descrivere, ma dalla necessità di interrogare. Ogni fotografia è un atto di esposizione: espongo il mio sguardo, la mia eredità, le fratture che mi abitano. Il territorio diventa una geografia emotiva, stratificata di memoria e silenzi.
In Sicilia convivono radici e ferite, appartenenza e distanza. È una terra che insegna la permanenza e allo stesso tempo la fuga. Nel mio lavoro questa tensione non viene risolta: resta visibile, resta aperta.
Le donne sono il centro di questa indagine.
Non come icone, ma come presenze dense. Nei loro gesti minimi riconosco genealogie invisibili: madri, nonne, figlie. Corpi che hanno custodito tradizione e, talvolta, desiderato infrangerla. La fotografia diventa uno spazio in cui questa eredità può essere guardata senza retorica, senza nostalgia.
Il bianco e nero è una scelta di sottrazione e rigore. Elimina l’aneddoto, lascia emergere struttura, tensione, respiro. Mi interessa l’ambiguità, non la risposta. L’immagine non spiega: trattiene.
La mia pratica è una ricerca di identità che non cerca definizioni stabili. È un movimento continuo tra radice e trasformazione. Fotografare significa abitare la soglia — tra ciò che ereditiamo e ciò che scegliamo di diventare.