THE Y

Alba Zari

2016 - Ongoing

Italy

Every woman inherits two X chromosomes, one of which can be paternal.

Alba Zari uses the medium of photography as a visual method of investigation writing self-analysis notes to research the father that she never met. The missing Y.

Zari interprets photography as the poetic of her resarch. She documents with scientific rigor and in real time through specific photographic languages.

She has a few clues of her father: his name, the Iraqi nationality and his work in the Emirates Airlines.

Raised in Bangkok she founds out at 25 years old that she doesn't have the same Thai blood like her brother. She studies with the physiognomy method her family album to identify the features that do not belong to the maternal genetic code and that for the process of exclusion could be traces of her father.

She did the DNA test of her ancestral origins. She collects every official document and detects an American legal father, Zari will contact him and reach him.

At last she points the lens on her self to reconstruct, from the features of her face, the 3D avatar of her father. Now she can immagine her father, decides to make him live on line and research him with the visual identification of social network.

Alba uses the photographic medium as an analytical investigation and artistic language with which she overcomes the lacuna of the Y and she accepts the absence.

FRANCESCA SERAVALLE

THE Y

Ogni donna eredita due cromosomi X di cui uno può essere paterno.

Alba Zari utilizza la fotografia come metodo d’indagine visiva per scrivere appunti di autoanalisi e per cercare il padre che non ha mai conosciuto, la Y mancante. Zari interpreta il fotografico come poetica della sua ricerca. Documenta con rigore scientifico e in tempo reale attraverso specifici linguaggi fotografici.

Di suo padre ha pochi indizi: il nome, la nazionalità irachena e il lavoro per Emirates Airlines.

Cresciuta a Bangkok, scopre venticinquenne di non essere di sangue thailandese come il fratello. Studia con metodo fisiognomico il proprio album di famiglia per individuare quei tratti che non appartengono al codice genetico materno e che per esclusione potrebbero essere tracce del padre.

Si sottopone al test del DNA per conoscere le sue origini. Raccoglie ogni atto ufficiale e apprende di un padre anagrafico americano che contatta e raggiunge.

Alba usa la macchina fotografica come protezione, quando affronta le Y della propria vita, e la cronofotografia come esperienza catartica, quando fotografa guardando negli occhi i padri.

Infine punta l’obiettivo su di sé per ricostruire, dai lineamenti del proprio volto, l’avatar in 3d del padre. Riesce ora a immaginarsi il padre, decide di farlo vivere online e di ricercarlo con l’identificazione visiva dei social.

Alba adopera il medium fotografico come indagine analitica e come linguaggio artistico con cui supera la mancanza della Y e ne accetta l’assenza.

Francesca Seravalle

{{ readMoreButton }}


Newsletter